Cooperativa Alborea, dove l’alta ristorazione incontra l’impegno sociale. Uniamo eccellenza gastronomica e impatto sociale, creando opportunità concrete per chi cerca una possibilità”.
alborea.net

Qual è la missione principale di Alborea?
La missione è creare opportunità lavorative per persone che arrivano da situazioni di difficoltà, in particolare dall’area penale: detenuti, ex detenuti o persone con fragilità sociali.

Il lavoro non è visto solo come un obiettivo, ma come uno strumento per costruire un percorso di crescita e reinserimento.

Come è organizzato il lavoro all’interno della cooperativa?
È organizzato in modo orizzontale. A differenza di molte aziende tradizionali, dove c’è una struttura gerarchica verticale, qui le competenze si intrecciano tra loro.

Ognuno ha un ruolo, ma c’è molta collaborazione tra le diverse figure. Questo rende il lavoro più complesso da gestire, ma anche più ricco.

Che tipo di competenze ci sono all’interno della cooperativa?
Ci sono competenze molto diverse. Alcuni arrivano dal mondo della ristorazione, altri da ambiti completamente differenti, come quello sociale o educativo.

Ad esempio, c’è chi si occupa di cucina, chi della sala e chi segue i percorsi di inclusione delle persone più fragili.

Com’è lavorare in una cooperativa come questa?
Può essere molto diverso rispetto ad altri contesti. Il lavoro non è solo tecnico, ma anche relazionale. Si lavora con persone, con le loro storie e le loro difficoltà.

Questo può rendere l’ambiente più impegnativo, ma anche più significativo. In Alborea si cerca di costruire un contesto positivo, dove sia possibile lavorare bene e crescere.

Quanto è importante l’ambiente di lavoro?
È fondamentale. Un ambiente negativo può influenzare molto una persona, mentre un ambiente accogliente può aiutarla a crescere e a esprimersi meglio.

Le persone cambiano anche in base al contesto in cui si trovano.

Come gestite il rapporto con i clienti?
Il cliente è centrale. Chi sceglie di venire qui lo fa tra tante possibilità, quindi è importante farlo sentire accolto.

Non si tratta solo di servire un buon piatto, ma di creare un’esperienza positiva. Anche in caso di errore, è fondamentale il modo in cui si gestisce la situazione: ascoltare, rimediare e far sentire il cliente considerato.

Servono più competenze tecniche o relazionali?
Entrambe, ma le competenze relazionali sono fondamentali.

Si possono avere ottime capacità tecniche, ma senza la capacità di lavorare in gruppo o relazionarsi con gli altri diventa difficile lavorare in questo contesto. Allo stesso tempo, molte competenze tecniche si possono imparare con l’esperienza.

Che caratteristiche cercate in una persona?
Prima di tutto la predisposizione a collaborare. “Cooperare” significa proprio questo: non fermarsi al proprio compito, ma aiutarsi a vicenda.

È importante anche essere proattivi, avere voglia di imparare e non avere paura di sbagliare. Qui l’errore è visto come parte del percorso di crescita.

Quanto è importante saper lavorare in team?
È essenziale. Nessuno lavora da solo: si è parte di un gruppo.

Per questo è importante anche avere disponibilità ad aiutare gli altri, senza però confondere l’aiuto con il “salvare” qualcuno. Il lavoro resta un contesto professionale.

Come valutate le persone durante un colloquio o un inserimento?
Non guardiamo solo a quello che una persona sa fare in quel momento, ma anche al suo potenziale.

Cerchiamo di capire come potrà crescere all’interno del gruppo. Inoltre, lavoriamo molto sul contesto: non si interviene solo sulla singola persona, ma su tutto l’ambiente di lavoro.

Quali sono i prerequisiti per iniziare?
Dal punto di vista tecnico, alcune competenze sono utili, soprattutto in cucina o in sala. Ma non sono tutto.

Quello che conta davvero è l’attitudine: voglia di imparare, capacità di stare in gruppo e disponibilità a mettersi in gioco.

Quanto è importante l’affidabilità?
È una delle cose più importanti, soprattutto nei giovani.

Essere presenti, puntuali e concentrati su quello che si sta facendo è già una grande base su cui costruire tutto il resto.

Che ruolo hanno tirocinio e stage?
Sono momenti fondamentali. Il tirocinio è un periodo di prova, utile sia per la persona sia per il contesto lavorativo.

Non è mai tempo perso: serve a capire se quel lavoro è adatto e in che direzione andare.

È possibile crescere anche partendo da zero?
Sì. Ci sono persone che non avevano mai lavorato e che, nel tempo, sono riuscite a diventare autonome e competenti, arrivando anche a gestire responsabilità importanti.

Questo è uno degli aspetti più soddisfacenti del lavoro in cooperativa.

Che consiglio dareste a un giovane che cerca lavoro?
Cercare qualcosa che piaccia davvero.

Si passa gran parte della propria giornata lavorando, quindi fare qualcosa che interessa e appassiona fa la differenza. Anche se non è semplice, vale la pena provarci.

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